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Cannabis medico: opportunità, rischi e il futuro

Pubblicato 17.02.2026

Alla «International Medical Cannabis Conference» del 13 e 14 febbraio 2025, esperti di primo piano hanno discusso benefici e rischi del cannabis medico. Ricercatori e ricercatrici, medici e mediche, autorità e rappresentanti dell’industria hanno scambiato opinioni sull’attuale stato delle conoscenze scientifiche. Il Prof. Dr. Jürg Gertsch, co-organizzatore della conferenza, ha parlato delle più recenti scoperte sul cannabis in medicina – e dei motivi per cui la conferenza si è svolta a Berna.

Prof. Dr. Jürg Gertsch – Istituto di Biochimica e Medicina Molecolare, Università di Berna

In qualità di farmacologo, Jürg Gertsch si interessa alle sostanze naturali bioattive e ai loro effetti sull’organismo. Lui e il suo team conducono ricerche da vent’anni sul «sistema endocannabinoide», il sistema biochimico endogeno che reagisce ai cannabinoidi come il THC. Questo sistema è stato scoperto più di trent’anni fa proprio grazie al cannabis. Come neuroscienziato e biochimico, si è sempre interessato alle sostanze naturali psicoattive e i cannabinoidi della cannabis rappresentano un tema centrale del suo gruppo di ricerca.

10 domande e 10 risposte

Jürg Gertsch, quale importanza ha avuto la conferenza per Berna e per la Svizzera?

Ha perfettamente senso organizzare una conferenza sulla cannabis medica in Svizzera, perché sempre più ricercatori e ricercatrici nel Paese stanno studiando questo tema. Naturalmente, l’argomento è interessante anche per i pazienti e per l’industria della cannabis. L’Università di Berna rappresenta una sede ideale, poiché qui si svolgono ricerche su questo tema da molti anni.

Qual è stata la motivazione per ospitare l’IMCCB a Berna?

L’idea è nata dal professor Rudolf Brenneisen, che per molti anni ha promosso la ricerca sulla cannabis medica a Berna attraverso conferenze scientifiche ed è emerito da alcuni anni. Intendiamo continuare a sviluppare la ricerca interdisciplinare a Berna nei prossimi anni, poiché la sede dell’Università di Berna è ideale.

Per la prima volta affrontate diversi temi legati alla cannabis. Perché?

Affrontiamo per la prima volta diversi aspetti legati alla cannabis, perché siamo convinti che una collaborazione interdisciplinare sia fondamentale. I principali focus riguardano i farmaci a base di cannabis nel trattamento del dolore, dei disturbi del sonno, nella medicina palliativa e nelle malattie neurologiche e neuropsichiatriche. Inoltre, approfondiamo anche la dipendenza da cannabis e i potenziali rischi della cannabis medica e non medica.

Può citarne due e spiegare brevemente le loro aree di competenza?

Abbiamo la fortuna di aver coinvolto esperti di fama mondiale per la nostra conferenza, che coprono un ampio spettro di competenze sia nella ricerca di base sia in quella clinica. Margaret Haney del Columbia University Medical Center di New York (USA) parlerà dei rischi dei farmaci a base di cannabis, mentre Kirsten Müller-Vahl della Scuola di Medicina di Hannover (Germania) terrà una conferenza sui farmaci a base di cannabis e i disturbi del sonno.

Quali sviluppi attuali nella ricerca sulla cannabis medica verranno presentati?

Gli sviluppi più recenti nella ricerca sulla cannabis medica riguardano diversi ambiti. Verranno presentate nuove conoscenze sul sistema endocannabinoide e sul suo ruolo nello stress, nel dolore e nelle malattie metaboliche. Si discuteranno progressi nella terapia personalizzata con cannabis, in particolare per il sollievo dal dolore. Inoltre, saranno presentati studi clinici sull’uso della cannabis nelle malattie neurodegenerative, psichiatriche e legate alla dipendenza. Un altro focus riguarda i rischi, le interazioni con altri farmaci e la regolamentazione basata sull’evidenza delle terapie con cannabis a livello mondiale.

Per quali malattie può essere utilizzata la cannabis?

La cannabis può essere impiegata nel trattamento del dolore cronico, delle spasticità (ad esempio nella sclerosi multipla), della nausea e del vomito (ad esempio durante la chemioterapia), della perdita di appetito (ad esempio in caso di HIV/AIDS) e in alcune malattie neurologiche e psichiatriche. Attualmente sono in corso numerosi studi clinici che mostreranno per quali pazienti e patologie la cannabis risulti più efficace rispetto al placebo.

Può fare un esempio concreto?

Un esempio concreto è la sindrome di Dravet, una forma rara e grave di epilessia infantile. Molti bambini colpiti non rispondono ai tradizionali farmaci antiepilettici, mentre il preparato a base di cannabis Epidiolex (cannabidiolo puro ad alto dosaggio, CBD) ha dimostrato in studi clinici di poter ridurre significativamente la frequenza delle crisi. Per alcuni pazienti è stata l’unica terapia efficace.

Quali rischi o sfide esistono nella terapia con cannabis medica?

Poiché la terapia con cannabis viene dosata con grande attenzione e contiene molto meno THC rispetto agli usi non medici, i rischi per la salute sono ridotti. La sfida principale consiste nello sviluppare formulazioni ottimali con la massima efficacia terapeutica.

Gli studi clinici sono essenziali per capire in quali patologie la cannabis sia efficace e dove invece non offra vantaggi. La ricerca basata sull’evidenza è fondamentale. Inoltre, esistono differenze individuali nella risposta alla terapia che dobbiamo comprendere meglio. È possibile che solo determinati pazienti beneficino della cannabis, soprattutto quando il loro sistema endocannabinoide è deregolato.

Il problema più grande rimane però la mancanza di dati clinici di alta qualità sull’efficacia dei farmaci a base di cannabis disponibili.

A che punto si trova la Svizzera rispetto ad altri Paesi nell’uso della cannabis come medicina?

La Svizzera ha abolito il divieto di cannabis per scopi medici il 1° agosto 2022. Da allora, medici e mediche possono prescrivere farmaci a base di cannabis senza autorizzazioni speciali. Rispetto a Paesi come il Canada o i Paesi Bassi, che hanno introdotto programmi completi già da tempo, la Svizzera è ancora in una fase di sviluppo. L’evidenza scientifica sull’efficacia dei farmaci a base di cannabis continua a essere valutata, e l’assicurazione sanitaria obbligatoria copre i costi solo in casi eccezionali.

Qual è l’obiettivo dell’IMCCB-25?

L’IMCCB-25 mira a portare a Berna i principali ricercatori e ricercatrici di tutto il mondo, per discutere insieme a medici, industria della cannabis e pazienti gli sviluppi e le conoscenze più recenti sulla coltivazione, la produzione e l’applicazione clinica della cannabis.